Presentazione
scritta da Daniele Colciago della conferenza
"A
caccia di forme e simboli nei giardini storici"
tenuta
dalla D.ssa Renata Panizzieri - Storica e Critica d'Arte
il 14
aprile 2010 per il gruppo fotografico Bel gruppetto
Spesso in primavera ci rechiamo a visitare giardini storici,
ricchi di fiori dagli splendidi colori. Giunti sul posto, con fare da
prestigiatori itineranti e sotto gli occhi curiosi della gente, montiamo il
nostro bell'obiettivo macro sulla macchina fotografica e cominciamo a
mitragliare scatti dalla prima all'ultima specie floreale presente nel
giardino, come fossimo botanici inviati a documentare le ultime specie
sconosciute nelle sperdute isole della Macaronesia.
Giunti a casa organizziamo il nostro materiale: bellissime foto di fiori
eseguite in modo impeccabile, ma nessuno scatto che possa testimoniare la vera
essenza del giardino, che possa evocare il concetto che stava alla base del
progetto dell'antico architetto che lo ha ideato. Troppo presi a catalogare le
specie floreali, non abbiamo colto le prospettive, le geometrie delle aiuole,
le statue poste qua e la' a testimoniare la paganita' della vita che si
svolgeva nei giardini storici, dove si rappresentava la commedia della vita
dell'uomo in termini simbolici, si chiedevano dame in sposa, si compivano tradimenti,
delitti oppure dove si piantavano piante portate sul luogo dopo anni di viaggi,
al termine di una vita intera.
E' ora di dire basta! Bisogna arricchirsi di chiavi di interpretazione che ci
permettano di capire e fotografare i giardini storici, comprendendone gli
aspetti storici, simbolici e culturali. Bisogna aggiungere degli scatti
descrittivi che vadano oltre il singolo fiore, frutto soltanto di un budget
presentato dal curatore del giardino all'impresa di giardinieri. Apriamo gli
occhi. Se visitiamo il giardino dopo un mese, le primule sono diventate
viole!!! Questo perche' stiamo guardando solo l'ultima espressione del
giardino, e siamo distolti dal suo vero significato.
Se ci pensiamo, una bella fotografia di una rosa o di una bella Agapantia la
possiamo fare anche dal florovivaista sotto casa. Dopo questa conferenza avremo
uno strumento in piu', ben piu' potente del miglior flash in commercio e del
piu' costoso obiettivo macro: la capacita' di cogliere cio' che gli altri non
vedono e non comprendono, che per noi sara' la chiave di volta, cio' su cui ci
baseremo per fotografare e per dare un senso alla fotografia e a cui ci
ispireremo magari per scrivere anche una breve didascalia. Poi una ciliegia
tira l'altra, l'appetito vien mangiando, pian piano metteremo in piedi il
nostro diario di campagna.
Enrico Bellone - Corsi di
fotografia a Torino - www.bellone.net